Gelo Come Notte

Frost Like Night
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, Libro n° 3
Mondadori
20 settembre 2016
Copertina flessibile
384
Inglese
Maria Grazia Bosetti
26 Gennaio, 2021 29 Gennaio, 2021
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Angra sta minacciando di distruggere il mondo di Meira e la ragazza è disposta a tutto per salvarlo. Sa che per vincere deve imparare a controllare la sua magia, ma il suo destino la mette ancora una volta alla prova. Per sconfiggere Angra dovrà penetrare nell’oscuro labirinto situato sotto i Regni e distruggere la magia che sta cercando di imparare a gestire. E compiere il sacrificio più grande di tutti.

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Di cosa parla

:!: Adatto solo a chi ha già letto il primo e il secondo volume, grazie. Ovviamente visto che è il terzo ed ultimo volume :( non introduco i personaggi come ho fatto per il primo perché se siete qui è perché li conoscete già. :D

“L’oscurità ho inghiottito Primoria” risponde l’uomo. “Il mio re vuole sapere se anche la regina di Inverno ne è preda.”

Il libro è una diretta continuazione del secondo volume in cui gli Inverniani sono rinchiusi nelle segrete di Palazzo Donati a Ventralli e con Meira che fugge con un uomo che per tutto il libro precedente è stato un mistero.

Angra è vivo ed ha contagiato molto regni con il Declino (la magia nata dalle azioni cattive degli uomini) e anche Theron ne è contagiato. Meira deve fuggire per non essere sottomessa e deve imparare a governare la magia del retaggio che ancora è fuori controllo. Nel farlo ci spostiamo finalmente a Paisly unico regno non ancora visitato (insieme ad Autunno, ma abbiamo almeno visto i reali di quest’ultimo) che si trova sperduto sui monti e di difficile arrivo. Riuscirà Meira a padroneggiare la magia per non essere sopraffatta dalla magia oscura?

Cosa ne penso

Ho amato questo libro. Ho amato questa serie nonostante abbia amato il secondo libro un po’ meno, ma questo libro ha riportato la gioia di averli letti tutti.

Ciò che mi è piaciuto di più è stato il concetto di magia. La magia è sia buona che malvagia ed è qualcosa che va eliminata perché anche se la magia buona prevale su quella malvagia (come accade quasi sempre) comunque la magia malvagia c’è sempre. C’è sempre qualcuno che vuole sfruttare la magia a proprio vantaggio e quindi non potrà mai esserci un mondo dove esista solo il bene. Di solito nei fantasy dove c’è la magia, questa, alla fine, è vista come qualcosa che migliora il mondo, in poche parole i buoni vincono sempre, ma qui non succede. Se si vuole un mondo migliore la magia va eliminata ed è quello che pensa Meira sin dall’inizio della trilogia. E ammiro l’autrice per aver introdotto questo concetto.

Questa guerra appartiene a tutti noi. Sappiamo bene cosa accadrà se non ci opporremo ad Angra. Ti sei caricata troppo peso sulle spalle.

Mi è piaciuto anche il fatto che i personaggi non mettano in discussione Meira quando dice che vuole eliminare la magia dei retaggi. Tutti hanno visto cosa può fare il Declino e sono quindi tutti d’accordo con lei (ovviamente tranne Angra).

Che poi, se ci si ferma a pensare, quello che Angra e Co vogliono fare non è proprio sbagliato. Dare la magia a tutti in modo che ognuno scelga come usarla e cosa fare con essa, come concetto non è sbagliato, l’equità e l’uguaglianza sono concetti che ancora al giorno d’oggi sono estranei a certe persone, solo che le premesse fatte sono sempre valide: ossia la magia è una spada a doppio taglio, non può esistere solo la magia buona. Anche se quello che fa Angra non è dare una scelta vera e propria alle persone di avere la magia e lui lo sa. Forse è meglio dire quello che Theron vuole fare è giusto perché dietro al suo lavoro all’inizio c’è la speranza di un mondo migliore.

Stile

Lo stile non cambia, ma si aggiunge un punto di vista, quello di Ceridwen oltre a quello di Mather (entrambi in terza persona) e a quello di Meira in prima persona. Ancora una volta i capitoli sono scorrevoli e non troppo lunghi, tanto che ho letto circa 120 pagine in una giornata e 170 in quella dopo. Il ritmo è incalzante tanto che non riuscivo a mettere giù il libro, anzi di solito non leggo di sera, ma stavolta non ho potuto farne a meno.

La paura è un seme che una volta piantato non smette più di crescere.

L’autrice non ha paura di uccidere i personaggi a cui siamo affezionati e la rispetto per questo. Un po’ alla Martin, ma nonostante sia triste per certe morti alla fine non sono molto scossa. Brava anche per questo fatto.

Devo dire che alla fine il punto di vista di Ceridwen mi è venuto un po’ stretto. Ossia volevo solo sapere di Meira e non volevo leggere la sua parte perché interrompeva il racconto principale di cui volevo la soluzione, ma non fraintendetemi, non è una parte noiosa, ma in poche parole volevo solo le parti di Meira per sapere come finiva il tutto. Ma no, non le ho saltate, ho pazientato.

I personaggi

Meira mi è piaciuta di più in questo terzo libro rispetto al secondo. Non ha dubbi su quello che deve fare e non pensa troppo a quello che avrebbe potuto fare, quindi ai “se”.

Mather, a cui ero un po’ indifferente nel primo libro, anche qui mi è piaciuto. Il suo amore per Meira è così puro che farebbe di tutto per lei e si è visto alla fine.

“Be’, non sei l’uomo più umile che conosco.”
“Mia cara, questa scarsa fiducia mi offende.”

Meira e Mather sono così simpatici quando interagiscono che alcune volte mi sono trovata a ridere. Prima di tutto la loro amicizia nata da anni di guerra è bellissima, si conoscono molto bene e questo li porta a fare quello che fanno insieme e senza dubbi (ovvio per sapere cosa, dovrete leggere il libro).

Ho amato anche Ceridwen, le sue “avventure”, le sue “amicizie” e anche la sua schiettezza. Mi piace che nonostante si sia liberata di Simon, un po’ le manchi il fratello.

Theron era insopportabile nel secondo libro e qui lo è ancora di più. Ma non è un insopportabile che mi ha deluso, anzi. Nel primo libro è stato introdotto in un modo che non me l’ha fatto odiare in seguito, è talmente descritto bene che nonostante che da “buono” sia diventato “cattivo” non mi ha fatto dire “e allora cosa ho letto a fare il primo libro?”. E scusate se lo paragono sempre a quella serie, per la terza volta, ma in ACOMAF è proprio successo questo, mi sono chiesta perché abbiamo letto il primo libro? Lì mi sono sentita presa in giro dall’autrice, qui invece non è avvenuto. Anche per questo l’autrice è stata bravissima a scrivere questi personaggi, in modo tale di arrivare alla sua storia ma non renderli odiosi a tal punto da odiare il libro.

Ho adorato tutte le relazioni che si instaurano. Non solo loro ma anche tutte le amicizie e sinceramente mi piacerebbe sapere cosa succede dopo. l’epilogo  non basta :D

Il mondo

Il mondo è un piccolo gioiello. In tre volumi abbiamo visitato tutti i regni e spesso leggendo le descrizioni riuscivo ad essere lì con loro e ad immaginarmi le foglie rossicce di Autunno, o la neve incessante di Inverno, per non parlare del caldo soffocante di Estate, o dei fiori di primavera.

Schegge di ghiaccio vengono trascinate da venti mozzafiato; bianche raffiche accecano chiunque si trovi nel cortile.

Adoro inverno anche se ci siamo poco, ma penso che sia il mio Regno preferito. Non amo il freddo perché sono molto freddolosa, ma adoro la neve ed avere un regno perennemente ricoperto di neve è bellissimo.

Conclusione

Devo dire due cose che non mi vanno giù o meglio, una è sull’edizione italiana e l’altra è una cosa su cui si può anche sorvolare (ma il mio OCD me lo fa dire).

Per l’edizione italiana, oltre a non esserci la mappa del regno (cosa che ho ripetuto alla nausea) ci sono parecchi errori di battitura, soprattutto relativi ai nomi. Per esempio una frase si riferiva alla capitale di Estate, Juli, ma è stato tradotto come se fosse il mese di luglio, cioè proprio con “luglio” con la lettera piccola, invece che con Juli (le capitali hanno tenuto i nomi originali in tutta la trilogia) o al più “Luglio”, quindi proprio il senso della frase cambia. E anche Cordell è stato scritto sbagliato almeno una volta. Sono cose minuscole, ma credo che la ristampa, se mai ci sarà, necessita di correzioni.

L’altra cosa è che Meira dice sempre “questa è una trappola”, “Angra sa che siamo qui”, “sa già tutto e per questo sono qui perché mi voleva qui”, il che poi non porta a nulla, perché se Meira non avesse detto “è una trappola” il lettore non se ne sarebbe accorto, visto che alla fine non lo è. Purtroppo non riesco a spiegare bene senza fare esempi e quindi fare spoiler. Ma il suo dire “è una trappola” è ridondante e fuori luogo. Forse ho avuto questa sensazione perché non abbiamo avuto il punto di vista di Angra. Non so, è l’unica cosa che mi ha dato un po’ fastidio, ma ciò non toglie che la serie sia un capolavoro.

Quindi sì ve la consiglio, il mondo è fatto benissimo, le descrizioni fenomenali e anche i personaggi, ma soprattutto per il mondo.

Voglio lasciarvi con una frase dell’autrice che ho trovato nei ringraziamenti che mi ha fatto piacere leggerla e che trovo molto vera.

… ognuno di voi è meglio di qualunque retaggio. Siete meglio della magia più straordinaria che potrei concepire. A mio parere, uno dei temi principali di questa trilogia è l’idea di bastare a se stessi, di non avere bisogno di influenze esterne per sentirsi migliori o meritevoli.

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