Gli Adepti

Gli Adepti
Wienerbrorskapet
, ,

, Libro n° 1
Einaudi
15 gennaio 2015
ebook
516
Norvegese
Eva Kampmann

Sembra un semplice caso di scomparsa, quello su cui l'ispettore Fredrik Beier, della polizia di Oslo, comincia a indagare. Certo, rischia di fare clamore, perché a sparire nel nulla è stata la figlia di un'esponente di primo piano del partito di governo. E perché la ragazza viveva all'interno di una setta cristiana, la «Luce di Dio». Ma il quadro si complica subito: nella villa che ospita la setta si consuma un massacro e nei sotterranei viene scoperto un laboratorio chimico all'avanguardia, del quale non è chiaro l'uso. C'è chi chiama in causa il terrorismo fondamentalista, chi soffia sul fuoco. Ma Beier, affiancato da una giovane e brillante agente musulmana, Kafa Iqbal, capisce che dietro al laboratorio, e alla strage, c'è una verità assai piú complessa e che arriva ad affondare le sue radici fino a Vienna, negli anni del nazismo. Acclamato dalla critica in patria e già venduto in venti Paesi, Gli adepti segna l'esordio di un nuovo maestro del crime scandinavo.


Cosa ne penso

Una setta cristiana norvegese viene brutalmente attaccata nella loro fattoria. Molti vengono massacrati, mentre alcuni membri scompaiono inspiegabilmente. La polizia trova un laboratorio ad alta tecnologia quando arriva sulla scena del crimine. Tutte le indicazioni indicano che un gruppo islamico è dietro l’omicidio di massa, ma i poliziotti Kafa Iqbal e Fredrik Beier scoprono che sono una cospirazione più ampia, composta da un gruppo di scienziati dell’eugenetica che si sono incontrati negli anni ’30 a Vienna.

Prima di tutto devo parlare dell’edizione, di come è scritto. Non mi piace come è stampato. La traduzione fa pena, non si capisce dove finisce un discorso visto che usa il trattino per iniziare, ma non per finire. È vero c’è il punto e a capo ma non avendo qualcosa di grafico che spezza la narrazione, la lettura non è scorrevole. Spesso i pensieri si mischiano alla narrazione o addirittura al dialogo, sempre per il fatto che non ci sono separazioni. Non sono una scrittrice, ma non ho mai visto un libro scritto o tradotto in italiano con questo stile. E poi gli errori grafici e grammaticali. Tutte le i con l’accento sono sbagliate, “ì” è quella italiana, l’altra non so di che lingua sia, perché noi non la usiamo, non c’è neanche sulla tastiera! Sì, non sí, scoprì, non scoprí. Un qualsiasi correttore sul computer lo segnala… Anche a me che sto scrivendo ora, Chrome me lo segnala! Ed anche la u con l’accento al contrario… Ventitré senza accento? Ma stiamo scherzando? Lucusta invece di locusta. La casa editrice è famosa qui in Italia, non riesco a capire come mai hanno mandato in stampa una versione così poco corretta.

Ora il libro. Ci sono un po’ di indizi campati per aria. Tipo quando la moglie di Jørgen chiama il cellulare trovato e risponde il capo di partito, perché la polizia non lo interroga immediatamente? Devono passare 20 capitoli prima che si muovano? Mi è piaciuto il libro, non lo trovo logorroico anzi, non capisco solo certi espedienti narrativi utilizzati.

Questa recensione è più sulla pessima edizione del libro in italiano che sul libro vero e proprio

Il tema del libro mi è piaciuto tanto, sono una chimica, mi piace il lavoro in laboratorio e so che esiste un lavoro che spazia assai dall’innovazione tecnologica, ma mi piace leggere di situazioni allo stremo, di cosa una mente malata può fare con le cose che ho studiato e che io userei per far del bene, non per eliminare una razza o la specie umana. E spero vivamente che alcune cose dette nel libro non siano reali, tipo che la Russia e gli Stati Uniti hanno dei ceppi di vaiolo per precauzione. Ma questa cosa la si sente anche nei telefilm quindi è molto probabile che sia vera e visto chi c’è al governo della potenza più forte del mondo (o così dicono) vedo il futuro molto nero.

Mi piace inoltre che ci siano dei riferimenti al passato, che si parli di esperimenti fatti da persone fuori di testa, perché nonostante sia brutto da dire spesso leggere della sofferenza altrui ci fa aprire gli occhi su quello che avviene nel mondo.

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