Il Castigo degli Innocenti

Il Castigo degli Innocenti
The Shepherd
, ,

, Libro n° 1
Newton Compton Editori
14 gennaio 2011
ebook
320
Inglese
Lucio Carbonelli
27 Giugno, 2018 1 Luglio, 2018

Francis Ackerman è fuggito da un ospedale psichiatrico di massima sicurezza. Il suo unico obiettivo è uccidere, e i più deboli sono le sue prede preferite.
Adora giocare con le sue vittime e, prima di concedere loro la morte, gli piace vederle agonizzare. Poi fugge nella notte, lasciando dietro di sé una scia di sangue e terrore. Marcus Williams, invece, è un ex poliziotto tormentato da un passato difficile. È sempre dalla parte degli indifesi ma è spietato con i nemici. Ha appena ereditato una tenuta nel Texas meridionale e finalmente conta di lasciarsi alle spalle i suoi incubi e iniziare una nuova vita. Ma il destino gli farà incontrare Ackerman. Perché solo un uomo come Marcus può fermare il folle assassino prima che colpisca ancora. E così, suo malgrado, Marcus si ritroverà al centro di un gioco sanguinoso e spietato, in cui per stanare il nemico dovrà sottostare alle sue regole. Ma presto scoprirà che Ackerman non è l’unico a volerlo morto...


Cosa ne penso

Questo è il primo volume della saga intitolata “Shepherd” (Pastore) ed è diviso in 4 parti. I capitoli sono brevi tranne 2 o 3 quindi il libro si legge velocemente.

L’unica pecca è che non mi piace quando il protagonista è implicato in qualche reato ed è innocente.

Comunque lo stile mi piace.

Sono la sola a voler che l’assassino non muoia? Quando si scontra con Lewis (uno dei poliziotti, non il protagonista) sono incollata al libro e spero che ce la faccia, che sia lui ad uccidere Lewis. Non so quale sia il mio problema, se ne ho uno in quanto voglio che un “cattivo” vinca, ma visto chi è Lewis (il rivale che fa parte dei buoni”), non voglio che sia lui a vincere…

Mi è piaciuto il colpo di scena a 60 pagine dalla fine (più o meno) il coinvolgimento di “quella” persona mi ha sorpreso.

Invece il colpo di scena finale non mi ha proprio sorpreso, avevo sentore che sarebbe successo qualcosa del genere dato il titolo della quarta parte (o almeno il titolo italiano, non so come sia il titolo inglese).

Credo che l’autore abbia espresso il dilemma umano che tutti abbiamo. E’ giusto uccidere uno spietato assassino senza giusto processo? Ci riduciamo alla loro mentalità o salviamo vite umane? Se guardiamo quello narrato nei film/telefilm o libri, c’è sempre uno scontro finale e il detective alla fine ne esce vincitore e molto spesso l’assassino non viene catturato,  ma ucciso per legittima difesa, quindi dov’è quel sottile confine tra legittima difesa e o fredda decisione di prendere una vita? Qui si potrebbero scrivere libri e saggi su questo dilemma, le persone hanno pensieri diversi, ma qual è quello giusto? Ne esiste uno giusto o sono entrambi valevoli?

Molto probabile che legga il prossimo libro anche perché mi piacciono i libri in cui il protagonista ha un nemesi.

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