Il dipinto maledetto

Isle of the Dead Book Cover Isle of the Dead
Isle of the Dead, Libro n°1
Alex Connor
Crimine, Mystery, Romanzo Storico, Thriller
Newton Compton Editori
1 gennaio 2013
ebook
377
Inglese
Francesca Noto

VENEZIA, 1555. Nella città del doge il pericolo è in agguato. Un rigido inverno avvolge la città nella bruma, e sulle banchine affiorano degli inquietanti cadaveri. Sono le vittime di uno spietato serial killer, rese irriconoscibili dalle torture…
LONDRA, oggi. Gli studiosi d’arte di tutto il mondo sono in fibrillazione per un antico dipinto di Tiziano, che si credeva perduto per sempre. È il ritratto di Angelico Vespucci, noto mercante veneziano. Il grande artista è riuscito a riportare sulla tela, con estremo realismo, i tratti somatici dell’uomo, ma non la crudeltà del suo animo. Proprio quel Vespucci, infatti, potrebbe essere il terribile mostro colpevole di aver scuoiato numerose giovani donne: una colpa che nessuno riuscì a provare e che rimase senza condanna. All’indomani del ritrovamento del quadro, però, vengono rinvenuti in giro per il mondo una serie di cadaveri senza pelle. Chi è l’assassino?

Un dipinto di Tiziano cela un antico segreto.
Tra i canali di Venezia affiorano inquietanti cadaveri sfigurati.
Chi è l’assassino che semina il terrore?

Cosa ne penso

Ho letto questo libro per la sfida di Popsugar sotto il prompt: il tuo prompt preferito tratto dalla sfida Popsugar del 2015, 2016, o 2017, io ho scelto “un libro di un autore donna”. In un primo momento ero convinta di leggere questo libro per il prompt “libro con una rapina”, ma ricordavo male il titolo, anche se c’è un furto nel libro, ma è un fatto piccolissimo rispetto alla rapina vera e propria. Meno male che va bene per un altro prompt (non che avesse fatto male leggere un libro in più).

Dell’autrice ho letto “Cospirazione Caravaggio” prima di questo e mi era piaciuto molto. Alcune volte (non sempre) mi piacciono gli intrighi nati nel passato e poi portati nel presente. Qui si parte dal 1500 a Venezia e si spazia da Londra, Tokyo, New York e la stessa Venezia.

Quando Gaspare Reni, collezionista d’arte, e Nino Bergstrom, suo figlio adottivo, vengono in possesso del dipinto di Tiziano ritraente l’omicida del sedicesimo secolo, Angelico Vespucci, sono allarmati per ciò che potrebbe accadere. Gira voce che quando il dipinto emerge anche l’assassino del sedicesimo secolo ritornerà ed infatti, poco tempo dopo colui che ha trovato il dipinto viene brutalmente assassinato. Riusciranno Nino e Gaspare ad arrivare fino in fondo alla leggenda del dipinto, o sarà troppo tardi per le vittime?

Alcuni capitoli sono brevi e li adoro altri no, ma la trama è così avvincente che sinceramente non ci faccio a caso. Il libro mi è piaciuto molto, la trama intricata e come detto mi piacciono i libri che hanno un mistero nel passato che viene riportato alla luce nel presente.

Ci sono alcune pecche: nel capitolo 5, la guida si lamenta del tempo in Italia a novembre e vorrebbe essere a Londra… Quando ho letto questo credo che i miei occhi siano diventati più grandi di 10 cm dallo sbalordimento :zomg: . Sul serio? Il tempo a Londra è migliore che in Italia? Ma se si lamentano tutti della pioggia!

Quando gli autori stranieri pensano che in tutto il mondo la moglie cambi nome quando si sposa… No in Italia non succede, non puoi assolutamente cambiare il nome a meno che non ci siano adeguati motivi. Non è cosi semplice come in America o in altre parti del mondo dove il cognome femminile viene praticamente distrutto e meno male qui non succede! Un po’ di libertà! Perché una donna dovrebbe prendere il cognome del marito quando si sposa? No grazie! Quindi è impossibile che Serafina prenda il nome del marito anche se lui è Americano (oltretutto abitando in Italia, è impossibile).

Continuando con le pecche, lo so sono polemica… Ma l’autrice sa che in Italia c’è l’euro? Mi sembra poco informata sui dettagli… Anche se il libro, ripeto, è molto bello, i dettagli sono un po’ campati in aria e io adoro i dettagli.

Concludendo, il libro mi è piaciuto, è ben strutturato per quasi tutta la narrazione, a parte l’epilogo… davvero? Che razza di epilogo è? Faceva meglio a finire con la parte nel passato…. Ma ciò non toglie che questo libro è molto bello e avvincente sono solo le ultime pagine che mi lasciano un po’ perplessa.

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