Il paese delle nevi

雪国 [Yukiguni]
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Einaudi
1948
eBook
145
Giapponese
Luca Lamberti
23 Agosto, 2021 23 Settembre, 2021
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Nel conferirgli il premio Nobel per il 1968, l'Accademia di Svezia ha riconosciuto a Yasunari Kawabata "magistrali doti di narratore che esprimono con grande sensibilità l'essenza dell'anima giapponese". Il libro che qui presentiamo - e che è stato anche il suo primo ad esser tradotto in italiano - è considerato un capolavoro di finezza psicologica e stilistica. Scritto nel 1934, ma completato solo nel 1947, mostra al suo meglio l'arte sottile di Kawabata, poeta dei sentimenti che innesta sulla linea classica dei poemi seicenteschi del suo paese le suggestioni che gli vengono da una appassionata frequentazione della cultura occidentale.

Il "paese delle nevi" è il paradiso terrestre sulla costa occidentale della maggior isola del Giappone, dove la neve è alta quindici piedi, e sorgono terme squisite, e delicati luoghi di villeggiatura. In questa scena si dipana la storia di Shimamura, ricco e raffinato esteta, e di Komako, geisha delle terme. Komako fa parte di una categoria di geishe assai diverssa da quella che abita la città: le cortigiane del paese delle nevi non potranno mai diventare famose musiciste o danzatrici, penetrere tra le quinte della politica o degli affari: il loro destino è quello di maturare tra gli incanti e la corruzione del "paradiso", perpetuamente dedite ai signori che, secondo la tradizione, salgono alle terme per trovarvi il riposo perfetto. L'incontro di Shimamura e Komako è dunque un incontro d'amore, ma da esso non nascerà che un gioco di trasporti continuamente trattenuti, rinfocolati, destinati a svanire, in un paesaggio di sogno, dove le chiacchiere discrete degli alberghi e la ricerca della bellezza costituiscono un ricamo ripetuto, sempre fascinosamente elusivo.

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Di cosa parla

Il Paese delle Nevi è un romanzo ambientato nel Giappone del 1930. La trama non è complicata anzi è quasi assente ma ciò che risalta in questo racconto è l’ambientazione. Siamo infatti nel nord della maggiore isola del Giappone dove nevica tantissimo durante l’inverno e lo stile è un po’ asettico, come l’ambiente.

Il protagonista, Shimamura, è un uomo di Tokyo che spesso si reca su queste montagne e qui incontra una geisha a cui si affeziona. Le geisha del posto non sono come le geisha della città, questo il libro lo specifica bene. Shimamura è un esteta, scappa da Tokyo per lasciarsi alle spalle il grigiore della città, alla ricerca della purezza e sa che la bellezza si deve ricercare nel passato e nelle tradizioni. Il libro è un po’ come un sogno, una persona che vuole scappare dalla monotonia della vita e ricerca questo posto ideale tra le montagne innevate dove le tradizioni sono ancora vive.

Cosa ne penso

Il libro non fa per me, nonostante questo le varie descrizioni del Giappone mi son piaciute. Però non sono una da perdermi nelle immense descrizioni se non c’è un fine a tutto. Non credo sia un libro per tutti, non per i suoi contenuti ma per la lentezza della narrazione che rispecchia la natura del luogo.

Consiglio il libro? Solo a chi piace questo stile. Perché anche per un’amante come me del Giappone è risultato troppo “sognatore” o troppo idilliaco.

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