Le diecimila porte di January

The Ten Thousand Doors of January
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Mondadori
10 settembre 2019
Copertina rigida
392
Inglese
Alice Casarini
5 Giugno, 2021 13 Giugno, 2021
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Estate 1901. Un'antica dimora nel Vermont, piena di cose preziose e sorprendenti. La più peculiare è forse January Scaller, che vive nella casa sotto la tutela del facoltoso signor Locke. Peculiare e atipica, almeno, è come si sente lei: al pari dei vari manufatti che decorano la magione è infatti ben custodita, ampiamente ignorata, e soprattutto fuori posto. Suo padre lavora per Locke, va in giro per il mondo a raccogliere oggetti "di un valore singolare e unico", e per lunghi mesi la ragazzina rimane nella villa ridondante di reperti e stranezze, facendo impazzire le bambinaie e, soprattutto, rifugiandosi nelle storie. È così che, a sette anni, January trova una porta. Anzi, una Porta, attraverso cui si accede a mondi incantati che profumano di sabbia, di antico e di avventura... Sciocchezze da bambini. Fantasie assurde, le dicono gli adulti. E January si impegna con tutta se stessa per rinunciare a quei sogni di mari d'argento e città tinte di bianco. Per diventare grande, insomma. Fino al giorno in cui, ormai adolescente, non trova uno strano libriccino rilegato in pelle, con gli angoli consumati e il titolo stampigliato in oro semiconsunto: "Le diecim por". Un libro che ha l'aroma di cannella e carbone, catacombe e terra argillosa. E che porta il conforto di storie meravigliose nel momento in cui January viene a sapere che il padre è disperso da mesi. Probabilmente morto. Così la ragazza si tuffa in quella lettura che riaccende il turbine di sogni irrealizzabili. Ma lo sono davvero? Forse basta avere il coraggio di inseguirli, quei sogni, per farli diventare realtà. Perché pagina dopo pagina January si accorge che la vicenda narrata sembra essere indissolubilmente legata a lei.

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Di cosa parla

Siamo nei primissimi anni del 900, una casa nel Vermont è tutta particolare perché presenta tanti tesori che non sembrano di questo mondo. Il padre di January lavora per il signor Locke, un collezionista alquanto eccentrico. A sette anni January trova una porta che porta ad un mondo parallelo. Il mondo è pieno di queste porte e January capisce molto in fretta che queste porte possono spiegare la sua nascita. Infatti lei è orfana di madre o così crede. Quando trova un libricino capisce che deve scoprire la verità soprattutto perché il padre è scomparso da mesi.

Stile

I capitoli sono spesso lunghi, ma ogni capitolo presenta diverse scene che sono ben separate le une dalle altre quindi ci si può fermare anche in mezzo ad un capitolo. Si alternano (più o meno) capitoli narrati da January con capitoli in cui la ragazza legge il libro che trova intitolato le diecimila porte.

Ci sono descrizioni infinite, spesso anche ripetitive e i capitoli tratti dal libro che legge sono infiniti saggi sulle porte o infinite descrizioni. Questo mi ha annoiato parecchio.

Cosa ne penso

Non so bene quale votazione dare. Perché l’inizio è lentissimo, non succede quasi niente ed è noioso, soprattutto quando siamo nei capitoli dedicati al libro di January. Questo libro, intitolato anch’esso le diecimila porte, appunto, è una serie di capitoli che spiegano le porte e già al secondo capitolo (del libro che legge, non del libro vero) ero annoiata a morte.

Inoltre non so che votazione dare perché anche se il racconto ha senso, perché dà una spiegazione a quei fenomeni che non esistono in realtà ma che sono spesso presenti nei libri, non mi piace l’argomento. Cioè senza fare spoiler e quindi solo chi ha letto il libro può capire questa prossima frase, non mi piace chi è Havemeyer perché non mi piacciono i racconti su quel tema.

D’altra parte mi è piaciuto comunque come si è risolto. Mi è piaciuto il fatto che le porte potessero essere usate per quello scopo e capisco anche il perché l’antagonista fa quello che fa. Per questo ho dato comunque un voto positivo perché da metà libro in poi (forse da quando i capitoli del libro nel libro sono finiti) è cominciato a piacermi e volevo che la protagonista riuscisse nel suo intento.

I personaggi

I personaggi sono abbastanza bidimensionali e spesso noiosi, January è prima una bambina, poi una ragazza che si sente emarginata perché la sua pelle non è bianca come il latte. E si capisce il perché durante il libro.

Si può simpatizzare con il Signor Locke ma alla fin fine non è un cattivo memorabile e anche tutta la sua società non è molto convincente.

L’unico che si salva penso sia il cane.

Conclusione

Nonostante tutto, credo che consiglierei il libro. Non penso che tutto questo hype dietro sia giusto, ma questa è solo la mia opinione.

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