Le ricette della signora Tokue

あん
,

Einaudi
6 febbraio 2013
Copertina flessibile
192
Giapponese
Laura Testaverde
15 Aprile, 2022 17 Aprile, 2022

Sentarō è un uomo di mezza età, ombroso e solitario. Pasticciere senza vocazione, è costretto a lavorare da Doraharu, una piccola bottega di dolciumi nei sobborghi di Tōkyō, per ripagare un debito contratto anni prima con il proprietario. Da mattina a sera Sentarō confeziona dorayaki - dolci tipici giapponesi a base di pandispagna e an, una confettura di fagioli azuki - e li serve a una clientela modesta ma fedele, composta principalmente da studentesse chiassose che si ritrovano lì dopo la scuola. Da loro si discosta Wakana, un'adolescente introversa, vittima di un contesto familiare complicato.
Il pasticciere infelice lavora solo il minimo indispensabile: appena può abbassa la saracinesca e affoga i suoi dispiaceri nel sakè, contando i giorni che lo separano dal momento in cui salderà il suo debito e riacquisterà la libertà. Finché all'improvviso tutto cambia: sotto il ciliegio in fiore davanti a Doraharu compare un'anziana signora dai capelli bianchi e dalle mani nodose e deformi. La settantaseienne Tokue si offre come aiuto pasticciera a fronte di una paga ridicola. Inizialmente riluttante, Sentarō si convince ad assumerla dopo aver assaggiato la sua confettura an. Sublime. Niente a che vedere con il preparato industriale che ha sempre utilizzato. Nel giro di poco tempo, le vendite raddoppiano e Doraharu vive la stagione più gloriosa che Sentarō ricordi. Ma qual è la ricetta segreta della signora Tokue?

Le ricette della signora Tokue è una favola moderna sull'amicizia, la libertà e la resilienza. Un'ode alla vita di palpabile sensualità che ci insegna a trovare la grazia nell'inaspettato e la felicità nelle piccole cose.

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Di cosa parla

Seconda lettura di questo capolavoro. Finalmente ho una copia mia dove ho potuto mettere tutti i post-it e le annotazioni e son tanti! Vi rimando alla prima recensione del libro qui.

Cosa ne penso

Ma quanto è bello questo libro? Le metafore sono fenomenali e la seconda rilettura mi ha fatto notare molte cose. L’amicizia che si instaura tra i tre protagonisti è così genuina! Gli insegnamenti che Tokue dà sono così ben detti, voglio dire le parole usate sono bellissime. La camicetta bianca… quando arrivo a quel punto si apre una valle di lacrime.

Come vorrei sapere cosa ha scelto di fare Sentarou! Perché come detto nella prima recensione il finale è abbastanza aperto nel senso che non sappiamo cosa sceglie di fare il protagonista. Ma io voglio credere che abbia aperto un suo negozio che si chiami Tokue no Dorayaki e che Wakana lavori con lui. E che la specialità sia il dorayaki salato di Yoshino con all’interno i petali si sakura sotto sale.

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