Cartoline della domenica: Nepal

Boudhanath, Patrimonio dell’UNESCO n°: 121

Boudhanath (noto anche come Boudha, Bouddhanath, Baudhanath o in Khāsa Caitya) è uno stupa sito a Kathmandu in Nepal. È noto come Khāsti in Nepal Bhasa, Jyarung Khasyor in tamang o Bauddha da chi parla il nepali. Situato a circa 5 km dal centro di Kathmandu, la grandezza del suo mandala ne fa uno dei più grandi stupa del Nepal.

Lo stupa di Boudhanath domina lo skyline della città per la sua altezza di 36 metri ed è uno dei più grandi al mondo. L’influsso di un gran numero di rifugiati dal Tibet ha comportato la costruzione di oltre cinquanta monasteri tibetani intorno al Boudhanath. Dal 1979 il Boudhanath è stato riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Assieme allo stupa Swayambhunath, è uno dei più visitati siti turistici dell’area di Kathmandu.

La stupa è sull’antica rotta commerciale che dal Tibet entra nella valle di Kathmandu dal villaggio di Sankhu nell’angolo nord-est e passa per lo stupa Boudnath per giungere all’antico e più piccolo di Ca-Bahi (spesso chiamato ‘piccolo Boudnath’). Poi gira a sud, verso il fiume Bagmati a Patan, evitando così la città principale di Kathmandu (che venne fondata più tardi). I commercianti tibetani hanno riposato e pregato in questo sito per molti secoli. Quando nel 1950 giunsero qui molti profughi dal Tibet, tanti decisero di vivere attorno al Boudhanath. Si dice che nello stupa siano seppelliti i resti di Kāśyapa Buddha. Unica tra le Opere occidentali, nel comparto superiore della stupa di Boudhanath si trova il Dipinto olio su tela del pittore italiano Giuseppe Frascaroli, che rappresenta l’allegoria dell’amicizia tra il popolo nepalese e il popolo italiano.

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