Tra i Malvagi

Tra i malvagi
Among the Wicked
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, Libro n° 8
TimeCrime
12 luglio, 2016
ebook
299
Inglese
Tessa Bernardi
18 Giugno, 2018 22 Giugno, 2018

Il ritrovamento del corpo senza vita di Rachel Esh, una quindicenne appartenente alla comunità amish di Roaring Springs, sconvolge l’apparente normalità di una contea sperduta tra i boschi dell’Ohio. Kate Burkholder, stimato capo della polizia di Painters Mill e profonda conoscitrice di quella gente, viene contattata dallo sceriffo della contea, incapace di valicare il muro di segreti e menzogne dietro il quale la comunità si è trincerata. Per far luce sul caso, Kate dovrà fingersi una vedova amish arrivata a Roaring Springs in cerca di una nuova vita e penetrare le foschie di quel mondo parallelo, imprigionato tra le trame dell’austero vescovo Eli Schrock e dei suoi fedeli, pervasi da una devozione cieca e da una riservatezza che rasenta l’omertà. Quella che si paleserà ai suoi occhi sarà una realtà fittizia, costruita su menzogne e omissioni, e insanguinata da delitti efferati e scioccanti. Perché la morte di Rachel Esh è soltanto la punta di un iceberg pronto a sgretolarsi sotto i piedi di chiunque cerchi di portare luce in quell’oscurità.


Cosa ne penso

Questo è l’ottavo libro della serie di Linda Castillo incentrata sulla comunità Amish di Painters Mill. Kate Burkholder, ex-Amish, si trova a viaggiare a chilometri di distanza dalla sua comunità per risolvere un apparente incidente nei boschi dell’Ohio.

Di solito non mi piacciono i casi sotto copertura soprattutto se il protagonista deve viaggiare così lontano dalla sua città, ma capisco che l’autrice non poteva mandare sotto copertura Kate a Painters Mills per ovvi motivi. Però devo dire che il caso è interessante, la copertura non è lunga o meglio tra preparativi e i primi contatti con la nuova città un terzo di libro se n’è già andato.

Il caso è diventato ancora più interessante quasi a metà libro quando due Amish guidano i gatti delle nevi. Pero poi quando Kate si mette nei guai ho girato gli occhi… Voglio dire… È l’ottavo libro, non avrà esperienza nel lavoro sotto copertura, ma è un poliziotto da diversi anni, è possibile che non capisca che spifferare tutto al vescovo di quello che è successo nel bosco la metta in pericolo? Lo so che senza questo particolare non c’è neanche il libro, ma qualche espediente diverso si trova… Deve essere sempre in pericolo? È come Temperance Brennan, anche in quella serie la protagonista è sempre in pericolo.

Nonostante questo il caso è più che interessante.

Che si trattasse di una setta era palese dall’inizio… Ma mi piace quando si parla di sette quindi non ho niente da ridire… Solo che Kate c’è arrivata un po’ tardi…

Non trovo il colpo di scena finale (questo pensiero è un po’ contorto ma non voglio dire troppo… non chi è coinvolto, ma cosa succede tra il confine col Canada e New York, tanto per far capire a chi a letto il libro) perché non vedo il nesso con il resto. E’ come se sia messo lì per creare un colpo di scena, per scrivere qualcosa di diverso dalla solita storia “setta = leader cattivo” e quindi per creare, appunto, un colpo di scena che per me non lo è. Avrei preferito la solita storia, mi piacciono i racconti che girano attorno al fenomeno delle sette e per di più se un personaggio carismatico colpisce una comunità semplice come gli Amish. Per questo non riesco a dare 5 stelle al libro.

Come detto non mi piace che Kate, la protagonista sia in pericolo non una, non due ma tre volte, è un cliché troppo grande. Inoltre, mi piacciono i suoi collaboratori, quelli di Painters Mill che qui non ci sono, quindi mi sono mancati. Ma nonostante questo ripeto il libro mi è piaciuto molto.

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